Molti esperti del settore si affannano da mesi (se non da anni) nel cercare di spiegare perché la GenZ non consuma (abbastanza) vino, pensando a come farle cambiare idea…
Fioriscono quindi le analisi e le proposte di soluzioni più bizzarre. Vediamo alcuni esempi e le mie osservazioni al riguardo:
– “I giovani non bevono vino perché molto attenti alla propria salute (l’alcol fa male)”: a dire il vero, il consumo di alcol c’è eccome e proviene però da birra e superalcolici. La prima costa mediamente 5 volte meno del vino, i secondi fanno “sballare” con poca quantità. Soluzioni geniali in campo? Vino dealcolato, vino in lattina, …
– “Non sappiamo comunicare il vino in modo semplice, divertente ed attraente per loro”: …e dove dovremmo svolgere questa impresa educativa? Nei pub, che hanno una carta dei vini con 4 etichette se va bene? Nelle strutture che fanno enoturismo, dove un’esperienza parte da 30/40 €?
La mia opinione al riguardo: non è una questione di salute/ecologia, non è una questione di comunicazione.
È una questione socio-economica e culturale.
Socio-economica (parliamo della realtà italiana): perché i giovani sono immersi in un clima generale di precarietà di lavoro (se non di sfruttamento) e con un livello medio di stipendi tra i più bassi in Europa. Il vino quindi è giustamente considerato un bene di lusso e superfluo.
Culturale: perché il vino, se raccontato seriamente, è sì convivialità ma anche storia, tradizione, legame con la terra, cultura. E tutto questo viene percepito dai giovani come “cose da boomer”, o snob.
La soluzione? Non c’è, perché è sbagliato il focus sul problema a monte. A mio parere, a 20 anni raramente il vino suscita interesse. Comincia a farlo attorno ai 30/40, quando la situazione lavorativa comincia (auspicabilmente) a stabilizzarsi, quando il divertimento, lo sballo, non è più un aspetto centrale della vita quotidiana, quando la maturità di una persona spinge a volersi fermare per comprendere. E il vino ha bisogno di tempo per essere capito e apprezzato.
Quindi: inutile agitarsi tanto, la GenZ beve poco vino e non inizierà adesso ad aumentare.
Sarebbe invece molto meglio concentrarsi sulle cause della diminuzione del consumo tra i 40-50enni.
E non andrei molto lontano dal fattore economico.
